Percorso Altovicentino 1887 D.O.C.
La visita della città comincia da Palazzo Fogazzaro costruito nel 1800 dall'architetto Carlo Barrera, già lanificio preindustriale che oggi ospita nelle sue sale la Collezione Civica e numerose mostre temporanee.
Da qui si risale via Pasini, una delle più antiche vie della città, lungo cui sono allineati palazzi dove sono vissuti importanti protagonisti della sua storia, che possiamo seguire leggendo le iscrizioni sulle facciate, da qui giriamo in via Pasubio che percorriamo fino a Palazzo Toaldi Capra, a lungo municipio cittadino, lungo il percorso della Roggia Maestra. Questo canale artificiale, detto anche Roggia Molina, già dalla seconda metà del XII secolo alimentava laboratori e fabbriche che si concentravano lungo il suo corso. La possiamo ammirare deviando a sinistra in largo Fusinelle.
Qui si possono visitare a Le turbine, installazione multimediale che illustra il funzionamento delle antiche turbine del Lanificio Conte.
https://www.visitschio.it/it/eventi/mostre/le-turbine-storia-corrente
Attraversiamo il Lanificio Conte, lungo la galleria fiancheggiata da studi e negozi e poi girando a destra e a sinistra proseguiamo la passeggiata lungo via Pasubio fino ad arrivare al Giardino Jacquard.
Il Giardino Jacquard (1859-1878), voluto dall'industriale Alessandro Rossi per lo svago degli operai, occupa l'area di fronte al Lanificio Rossi e sale fino alla collina, dipanandosi in armoniosi sentieri fino alle grotte e ai ninfei che lo racchiudono, decorati con piante, fiori e statue la cui simbologia rimanda a temi romantici e alla tessitura.
Usciti si fiancheggia il giardino, salendo la scalinata che porta alla chiesetta di san Rocco, di qui si continua la passeggiata sulla destra fino ad arrivare alla spianata davanti a S. Maria della Neve, costruita sui resti del Castello e da cui si può ammirare la vista panoramica sulla città.
Da qui si scende in piazzetta Garibaldi e piazza Duomo: la conclusione del percorso ci asèetta a Palazzo da Schio dove il Conte Almerico ospitò gli antichi viandanti del CAI, che forse a fine pasto avranno potuto gustare, magari intinto nel vino, un pandolo.
Altri meno nobili personaggi, non invitati al pranzo, si saranno forse consolati all'Osteria Due Spade che apre le sue porte proprio di fronte al palazzo. Qui alloggiò qualche giorno anche Ernest Hemingway, quando nel 1918 viene a Schio con la Red Cross, e che cita la città nella poesia “Ike e Tony.